Una missione di rientro classica riporta le navi operative e, se l'attaccante non ha perso, quelle con danni leggeri. Le navi con danni leggeri della parte sconfitta restano in un'evacuazione d'emergenza fino al richiamo manuale. Gli scafi con danni gravi rientrano separatamente verso il pianeta d'origine.
Una flotta esclusa dalla protezione pre-combattimento non parte e non rientra: non ha mai lasciato il pianeta.
Reimbarco e soccorso dei mezzi
Dopo il combattimento, la capacità viene ricalcolata usando gli hangar delle navi portatrici incluse nel rientro normale. I mezzi che rientrano con loro vengono reimbarcati nello spazio disponibile. La ripartizione è proporzionale alle quantità sopravvissute di ciascun modello; la capacità è condivisa nell'ambito della missione.
I mezzi che non trovano posto formano un unico rientro di soccorso verso il pianeta d'origine, insieme ai loro equipaggi. Usano la propria velocità: quella del mezzo più lento del gruppo, al 100 %. Possono quindi arrivare prima o dopo le navi portatrici. Non vengono mai rottamati per mancanza di spazio, nemmeno se tutte le navi portatrici del rientro normale sono scomparse.
Il soccorso consuma la riserva di Etere preparata alla partenza. Il saldo inutilizzato trasportato dai mezzi sopravvissuti viene restituito quando raggiungono la base. Il radar traccia questo rientro con la dicitura Soccorso hangar e il rapporto di combattimento elenca i mezzi alla voce Evacuazione senza hangar.
I mezzi neutralizzati seguono le stesse regole di danni leggeri, danni gravi e distruzione degli altri vascelli. Quelli assegnati a un rientro per danni gravi o a un'evacuazione d'emergenza restano in quei flussi: non vengono aggiunti una seconda volta al reimbarco o al soccorso.
Esempio
Una missione rientra con 20 caccia operativi inizialmente imbarcati, ma le sue navi portatrici offrono ormai solo 10 UL. I 10 caccia che trovano ancora posto negli hangar rientrano con le navi portatrici; gli altri 10 formano un soccorso autonomo con i loro equipaggi.
Rientri normali, equipaggi e navi danneggiate
Il rientro classico viene creato se:
- l'attaccante conserva almeno una nave operativa oppure, se non ha perso, almeno uno scafo con danni leggeri;
- l'equipaggio degli scafi distrutti è sopravvissuto, ma non può unirsi a un rientro che trasporta navi;
- l'attaccante non è un bot.
Se l'attaccante ha vinto, il bottino rientra con questa flotta.
Per ogni modello di nave del giocatore neutralizzato, il 15% subisce danni leggeri e il 45% danni gravi, arrotondando per difetto ciascuna quota; il resto viene distrutto. Questo vale per chi vince, chi perde e in caso di pareggio. Solo la parte sconfitta colloca le proprie navi con danni leggeri in un'Evacuazione d'emergenza stazionaria fino al richiamo manuale. Le navi con danni leggeri dell'attaccante vincitore rientrano con la flotta normale; quelle del difensore vincitore restano sul suo pianeta. Gli scafi dell'attaccante con danni gravi rientrano con un rientro automatico separato a velocità fissa 2 500, senza slot di missione né possibilità di richiamo; quelli del difensore entrano immediatamente nel dock del pianeta attaccato.
Le riparazioni usano la normale coda del Cantiere spaziale, costano 20% del costo di costruzione e richiedono 20% del tempo effettivo di costruzione prima dell'applicazione del tempo minimo di produzione di un secondo. Solo gli scafi con danni gravi devono essere riparati: non contribuiscono ai punti durante il rientro, l'attesa nel dock o la riparazione e restano esclusi dalle missioni, dalla capacità di carico, dalla potenza attiva e dallo spionaggio. Ogni scafo riattivato recupera i suoi punti normali, senza punti aggiuntivi per le risorse spese. Le navi con danni leggeri seguono le normali regole di rientro o evacuazione, poi tornano attive quando sono nuovamente attraccate.
Esempio
Un attacco vinto con una sola nave operativa può generare un rientro classico con il bottino residuo che può trasportare e gli eventuali scafi con danni leggeri, oltre a un rientro separato per gli scafi con danni gravi.
Se vengono neutralizzate 100 navi dello stesso modello, 15 subiscono danni leggeri, 45 danni gravi e 40 vengono distrutte. Solo i 40 scafi distrutti alimentano i campi di detriti e determinano quale equipaggio è soggetto al tasso di sopravvivenza.